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Valentina Dorme: come smontare il teorema della band senza ironia e ridere felici
di Alessandro Mallozzi; Fonte: www.alicenonlosa.it
Incontriamo i Valentina Dorme al Calamita di Cavriago.Mario Pigozzo Favero e Paolo Carraio, tra un dibattito sui gruppi tristi e una chiacchierata sul nord-est non impiegano molto a smontare la tesi della band senza ironia.
Abbiamo incontrato i Valentina Dorme alla vigilia del concerto al Calamita di Cavriago. Mario Pigozzo Favero e Paolo Carraio, gentilissimi e simpaticissimi, tra un dibattito sui gruppi tristi e una chiacchierata sul nord-est non impiegano molto a smontare la tesi della band “melanconica senza ironia” riuscendo a mettere in mezzo l’incauto intervistatore che per ripicca si trova costretto a pubblicare il tutto senza censure. Banalissimo essendo la prima intervista, come sono nati i Valentina Dorme? Mario: Sono nati nel 1992 grazie ad Angelo, il nostro ex-bassista. Esistiamo da 13 anni. Quali sono le vostre radici musicali, gli artisti da cui avete appreso di piu’? Paolo: Ci sono alcuni dischi in comune dal post-rock americano a tutta la scena inglese, Smiths e Sonic Youth e poi per Mario… Mario: Sonic Youth soprattutto e la tradizione cantautorale italiana, è una delle basi essenziali. Probabilmente anche per dei miei limiti veri che mi costringono ad usare i toni bassi, DeAndrè, Lolli, Fossati sono tra i miei piccoli miti da copiare. I R.E.M. sono una delle mie band preferite, so che avete fatto una loro cover, come mai questa scelta? Mario: Andrea Girolami che ci ha commissionato la cover ha un programma che si chiama Loser, una webradio. All’epoca aveva pensato ad una compilation che si è poi ripetuta negli anni. L’idea della prima era di fare alcune cover a senso, legate alla sua trasmissione. Non l’abbiamo scelta, sinceramente non ci piace come canzone. (risate) Paolo: però abbiamo fatto una versione assolutamente splendida Mario: No, è una bellissima canzone, non saremmo mai in grado di scriverla ma non era nelle nostre corde, però ci siamo divertiti a farla. Com’è il vostro approccio alla scrittura dei testi? Come nascono? (risate) Paolo: questo è l’approccio, grandi risate. D’istinto o c’è uno studio su ogni brano? Mario: i testi in genere nascono prima della musica. C’era una mia disponibilità piccola a cambiare, smussare le parole. All’inizio non è così democratica la cosa, la musica doveva adattarsi al testo e non viceversa. Negli ultimi anni la cosa è un po’ cambiata. Molto spesso nasce prima la musica e quindi il testo che pure esiste deve un po’ sinuosamente adattarsi alle trame musicali. Molti dicono che i nostri testi possono essere letti anche senza la musica. In generale la vera idea è quella della melodia, della rotondità… Paolo: infatti l’ultimo disco ne risente di questo, ci sono melodie vocali più accentuate rispetto al passato Ellroy e Dostojeski per i Refluè, Carver per voi, quanto sono importanti i riferimenti letterari quando si scrive della musica? Mario: Il fatto che i nostri testi siano abbastanza asciutti e diretti, senza troppe metafore deriva da quello che abbiamo letto, piccoli studi intorno alla letteratura americana sono essenziali. Nell’ambiente siete stati etichettati come “gruppo malinconico senza ironia”, non penso siate contenti di questa definizione, cosa state facendo per cambiarla? Mario: Il fatto che ci sia dell’ironia all’interno dei testi, nella musica o nell’apparire non è necessariamente un valore. Penso che siano bellissimi alcuni gruppi ironici, leggeri, “sdrammatizzanti” ma non è detto che tutti debbano per forza esserlo. Paolo: prevalentemente ascoltiamo musica triste Mario: esatto. Forse è anche lo specchio dei nostri ascolti, il fatto che non ci sia ironia in quello che ascolti non è un difetto di per sé. A me piacciono molto gli XTC, i nostri amici es che sono molto più ironici di noi Paolo: o i Franz Ferdinand Mario: i Talking Haeds. Sono musiche che hanno riempito anni e mesi delle nostre vite. Paolo: i Low hanno il sopravvento pero’: Mario: i Low bravo Paolo! Voi siete del famoso ricco “nord-est”. Se penso al Nord-est, mi viene in mente la Lega e gli imprenditori che pensano solo alla “fabrichetta e al danè”, quanto influenza questo? Paolo: secondo me non lo influenza. E’ vero quello che dici ma non può essere totalitario come pensiero. Il Veneto è vario come può essere varia la Campania. Alla fin fine penso che nel veneto ci siano un sacco di proposte musicali interessanti sia dal territorio che dall’estero. Tutti i concerti importanti prima o poi passano dal veneto. Non vedo l’ora che arrivino i Maximo Park e i Block Party per andarli a vedere e se fossi un pugliese, innamorato come sono di certi gruppi, sarebbe un bel problema. Quindi credo che ci sono dei pro e contro, perché alla fine se cerchi lavoro lo trovi e non devi emigrare anche se c’è stata una urbanizzazione a livello industriale un po’ selvaggia e superflua e non è stato valorizzato tutto il magnifico territorio. Mario: Se tu pensi a gruppi simili a noi a livello di visibilità, NorthPole, Non voglio che Clara, One Dimensional Man, non hanno questa connotazione industriale, piuttosto che imprenditoriale, forse i ODM un po’ (risate). Però anche per virtù loro perché dal vivo sono strepitosi, penso che ci sia questo piccolo ossimoro tra quello che siamo nel veneto, lavoratori indefessi, e i gruppi che spuntano, arrivano e hanno un minimo di visibilità e sono malinconici, tristi. Ma secondo te c’è un rapporto tra queste due cose? Mario: No, non c’è un rapporto c’è proprio un contrasto. Paolo: Uno favorisce l’altro? Mario: No, è una coesistenza. Paolo: I Negroamaro non sono così distanti da noi però non penso che ci sia la stessa realtà in veneto e in puglia, dal punto di vista lavorativo e politico. Mario: Però non è un caso che gruppi che hanno una visibilità in veneto siano comunque gruppi “tristi” Ditemi un gruppo felice italiano Paolo: adesso dibattiamo (risate) Mario: gli Statuto,i Giuliano Palma and the bluebeaters. Paolo: sono tutti di Torino Forse c’è un collegamento con la Fiat (risate) Mario: i Perturbazione sono veneti come “mood” alla fine Paolo: nella musica comunque troverai sempre più tristezza che gioia perché quella è la leva che ti fa esprimere. Da gruppo autoprodotto, cosa cambia quando si è sotto contratto con un etichetta come la Fosbury/Audioglobe? Mario: Nulla, se non la visibilità forse. Il fatto che sia entrata in campo la Fosbury un po’ di anni fa ci ha dato la possibilità di suonare un po’ oltre i confini. Paolo: Ci ha aiutato a fare squadra con altre band della Fosbury Come sta andando secondo voi il nuovo album? Rispetta la vostre aspettative? Paolo: non ci sono aspettative. Mario: non c’erano aspettative di nessun tipo nel senso che l’abbiamo registrato perché c’era il bisogno di farlo. Sta andando benino, stiamo suonando, ci chiamano. Paolo: questa volta avevamo 10 canzoni pronte. Abbiamo la necessità di registrarle così da poterle dare ai nostri figli e dirgli “guarda, io suonavo…” Sono rimasto colpito da “Il giorno 303” mi parli di questa canzone, è gia’ un’indicazione sul futuro dei Valentina? Paolo: “Il giorno 303” sarebbe il vero originale di Canzone di lontananza. Canzone di lontananza è nata facendo il giorno 303. A me è sempre piaciuta la techno. Andavo nelle fabbriche dismesse del nord-est a ballare nei “rave” e ho sempre amato la 303, quell’elettronica, me ne sono presa una per divertimento personale e avevo fatto questa canzonetta così per provarla e l’ho adattata ad una melodia di Mario che era molto brutta…(risate) Mario: l’abbiamo salvata. Paolo: ti prego questo non scriverlo. No, in realtà comunque sono nati due pezzi. Solita domanda finale, quali sono i vostri progetti per il futuro, tornerete nella nostra zona? Mario: No (risate) Perché non ti piace l’Emilia? Mario: No, mi piace molto l’Emilia (risate) Paolo: No, il problema è che dopo aver incontrato te… Mario: io rimpiango già il lavoro che devi fare per rendere credibile questa chiacchierata… Ma io non faro’ nessun lavoro… Mario: Ah, la pubblichi cosi? Sei uno stronzo, la tua fidanzata? Non c’è. Mario: vedi? Paolo: ci sarà pure un motivo! (risate) Mario: A parte gli scherzi, ci auguriamo di tornare… Magari al Fuori Orario. Mario: Si, ad un Funerale qualsiasi… (risate) No, al Fuori Orario, il locale! (risate) Mario: Devi tagliare tutto il resto ma scrivere che il nostro gruppo preferito si chiama Smog e sono di Detroit, no, il nostro gruppo preferito sono i Low! Hai visto il concerto di Milano? Mario: bellissimo. Mario: comunque ammetti che siamo molto più simpatici dal vivo… Paolo: Siamo come Masini, cioè tutti si meravigliavano quando Masini faceva le battute… Mario: Non pubblicare le cose che ha detto Mario (il bassista) e non pubblicare le cose che ha detto Lucio (risate) Lucio: eravamo troppo distanti dal microfono Mario: per fortuna… Articolo letto 10843 volte Riferimenti Web
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